Ritardo
La 14ª edizione del Festival IZIS quest’anno stravolge la forma consolidata del festival. Il programma non si svolge in modo compatto, ma in tre parti distinte nel corso dell’anno, con intervalli intenzionali tra una e l’altra.
L’IZIS di quest’anno affronta la temporalità delle nuove tecnologie in modo leggermente diverso, poiché mette in discussione e riflette sul ritardo, sottolineando rallentamenti, ripetizioni, echi, loop e reset nei propri meccanismi e sistemi.
Maggiori dettagli seguiranno. Con un certo ritardo.
Nota del curatore
La 14a edizione del festival IZIS ha deciso di sezionare il solito format compatto in più segmenti spazio-temporali che introducono mostre, performance artistiche e musicali, oltre che i workshop dedicati alla riflessione multisfaccettata sul concetto di ritardo.
Nella nostra società, tecnologicamente e socialmente satura, il tempo si espande e si contrae contemporaneamente: l’aspettare che si estende all’infinito diventa simile ad un’azione continua. Il rapporto tra passato, presente e futuro complica ulteriormente le dimensioni spazio-temporali, rendendo il disorientamento un modus operandi.
Corriamo avanti, disorientati, perché un mondo, dove non c’è sviluppo, risulta inconcepibile. Seguiamo, disorientati, l’esigenza della produttività. Voliamo verso un futuro che è solo un mezzo, tra l’altro già venduto, del capitalismo corporativo. Il ritardo in questo senso può essere inteso come la conseguenza di un esaurimento (cronico). Tuttavia, nella cultura occidentale l’esaurimento ha una connotazione negativa, se espressione di una scarsa efficienza, e il filosofo Franco »Bifo« Berardi sottolinea che l’esaurimento deve essere inteso ed accettato come il nuovo paradigma della vita sociale. Nel 2010 aveva scritto: “La futura insurrezione europea non sarà alimentata dall’energia, bensì dalla lentezza, dal distanziamento e dall’esaurimento. L’anima e il corpo collettivo rivendicheranno l’autonomia di fronte allo sfruttamento per mezzo della velocità e della competizione.”
Lo stesso concetto può anche essere inteso come un ritardo rispetto ad eventi più veloci. Tuttavia, in uno spazio di sollecitazioni continue, il ritardo rappresenta anche una pausa, una lacuna, il riposto, una crepa, una rottura. Rende possibile il tempo del potenziale e delle aspettative – proprio come il distacco dai tracciati delineati in anticipo dalla iper-produttività tossica, l’allontanarsi dallo stato di sfruttamento. Estendendo la propria temporalità, i lavoratori/lavoratrici riprendono possesso del tempo colonizzato che nell’era dell’estrazione continua altro non è che una risorsa da sfruttare.
Ma come funziona il ritardo in un tempo meccanico, o meglio nel tempo di calcolo basato su meccanismi orari e sul valore economico dei beni? Come funziona il ritardo nella temporalità viva che si ribella ad ogni tipo di calcolo? Il filosofo Henri-Louis Bergson ha evidenziato come il tempo di calcolo sia oggetto di matematica ed economia, anche se la società vive all’insegna dell’ora del decesso non calcolabile che funge da obiettivo finale (e non da destino). La percezione del tempo è condizionata dalla fugacità della vita. Per questo motivo la comprensione di una durata profonda rende possibile la visione della sperimentazione di quello che i corpi moderni, tecnologicamente inoltrati, possono diventare nel rapporto con il proprio ambiente. Come può il ritardo cambiare questa percezione? O meglio, cosa viene ritardato – il tempo, lo spazio o la loro percezione?
Quest’anno il festival IZIS ha deciso di approcciarsi diversamente alle temporalità delle nuove tecnologie, poiché si interroga e riflette sul ritardo, sottolineando le ripetizioni, gli echi e i ripristini all’interno dei propri meccanismi e dei propri sistemi. Questa edizione vuole esplorare il concetto di ritardo come una possibile strategia di ribellione alla costante esigenza di iper-produttività, rappresentando la versatilità delle posizioni artistiche che sottolineano la temporalità tecnologica dal punto di vista dei processi ambientali, delle esperienze umane e della meccanica dei dispositivi.
PROGRAMMA
RITARDO I_Coesistenza Disturbata__Programma studentesco_maggio_giugno_2026
Mostra degli studenti del II anno accademico presso l’Università del Litorale, Facoltà degli studi educativi (UP PEF), Corso di design e arti visive.
Palazzo Gravisi-Buttorai, Ulica Osvobodilne fronte 8, Capodistria
Inaugurazione: 28 maggio 2026, ore 18:30
28 maggio – 10 giugno 2026
RITARDO II_ Campi sonori in ritardo_Programma musicale__giugno_settembre_2026
Bastion, Koper
19 giugno 2026, ore 20:00 DREAMSPACES: Antonio Della Marina (sassofono, elettronica) & Alessandra Zucchi (live video proiezioni)_Durata: 45–55 min
23 giugno 2026, ore 20:00 UNDULATING WAVES: Tilen Lebar (composizione, sassofoni, field recordings), Maria Nikolić (corno inglese, oboe) & Mauricio Valdés San Emeterio (live electronics)__Durata: 60 min
A settembre 2026 2026 seguirà la seconda parte del programma musicale.
DELAY III_Sistemi in ritardo_Mostra principale_novembre_2026
Libertas, Capodistria
6 – 22 novembre 2026
Il programma è in arrivo.
Il Festival IZIS XIV è sostenuto da: PiNA, HEKA, Stran22, Mestna občina Koper, Zavod za mladino, kulturo in turizem Koper, Ministrstvo za kulturo, JSKD, Obalne Galerije Piran, Skupnost Italijanov “Santorio Santorio” Koper – Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria, Univerza na Primorskem (Pedagoška fakulteta – Vizualne umetnosti in oblikovanje) e Pro Helvetia.
